Lo studio fa il punto anche sul ricorso alla valorizzazione energetica, tecnica che in Italia viene utilizzata per trattare solo il 10% dei rifiuti raccolti. Un dato, quest’ultimo, in netta controtendenza rispetto a quello relativo ad altri paesi europei, caratterizzati da spiccata sensibilità ambientale, dove il mix gestionale è meno sbilanciato verso la discarica e più orientato al recupero di materia e di energia dai rifiuti.
Ecco alcuni dati che emergono dall’indagine. A fronte della situazione italiana in cui il 10% dei rifiuti prodotti finisce nei termovalorizzatori e il 42% condotto a riciclo, in Francia il 33% dei rifiuti viene termovalorizzato e il 31% riciclato, in Germania il 24,6% è termovalorizzato e il 50,4% riciclato, in Svezia il 46,8% viene termovalorizzato e il 47,2% riciclato; in Belgio il 36,3% è termovalorizzato e il 58,7% riciclato; in Danimarca il 54% viene termovalorizzato e il 41% riciclato.
Complessivamente in tutto il mondo, ogni anno, vengono prodotte 4 miliardi di tonnellate di rifiuti urbani e industriali, che corrispondono a oltre 650 chilogrammi per ogni abitante del pianeta, con una netta prevalenza dei Paesi occidentali. L’Italia produce 32,4 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, ovvero quasi 550 chilogrammi pro-capite. Dallo studio emerge che dei 4 miliardi di tonnellate di rifiuti prodotte, ne vengono raccolti ogni anno poco più della metà, ovvero circa 2,74 miliardi di tonnellate. Si tratta di rifiuti urbani (1,7 miliardi di tonnellate) compresi quelli domestici e commerciali (scarti alimentari, carta, vetro, plastica, scarti tessili, piccoli e grandi apparecchi elettrici ed elettronici), ma anche di rifiuti industriali, soprattutto dell’industria manifatturiera, compresi quelli classificati come pericolosi (circa 2 miliardi di tonnellate).
Il primato di maggior produttore di rifiuti urbani va agli Stati Uniti, con 226 milioni di tonnellata l’anno, seguiti da Europa (225 milioni di tonnellate) e Cina (148 milioni di tonnellate). Si tratta di cifre che rendono sempre più urgenti le riflessioni su come arginare il fenomeno dell’extraproduzione di rifiuti, in un contesto di crescente urbanizzazione e progressivo incremento demografico: basti pensare che entro i prossimi 30 anni la popolazione del pianeta raggiungerà i 10 miliardi.
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