Dall’emergenza rifiuti si esce con due strade: potenziando la raccolta differenziata e rendendo obbligatoria la termovalorizzazione. E’ la proposta avanzata da Andrea Gilardoni, docente di economia e gestione delle imprese all’Università Bocconi, in occasione della presentazione, lunedi’ scorso, dei dati sul “Panorama mondiale dei rifiuti 2009” .
“Per avviare a soluzione definitiva il problema dei rifiuti in Italia – ha dichiarato Gilardoni – occorre puntare con forza sul binomio raccolta differenziata e termovalorizzazione. Una scelta che in Lombarda si è rivelata vincente. Per fare questo, a livello nazionale, Governo e Parlamento dovrebbero impegnarsi per adottare norme che obblighino la valorizzazione energetica di una quota dei rifiuti prodotti, compresa tra il 30 e il 40%. Così come avviene per la raccolta differenziata”.
Ogni anno in Italia finiscono in discarica 15 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, il 48% del totale prodotto e oltre il 65% dei rifiuti raccolti: di questi, buona parte viene interrata senza trattamento preventivo, creando così un serio rischio per l’ambiente e uno spreco inutile di risorse.
Lo studio mette in evidenza come in Italia il ricorso alla discarica – controllata e non – riguarda più del 50% dei rifiuti raccolti, così come avviene in Ungheria, Grecia, Slovenia, Portogallo e Repubblica Ceca. I dati mostrano quindi che in questi paesi, Italia in testa, l’attività di raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti ha grandi possibilità di sviluppo.
Il “Panorama mondiale dei rifiuti 2009” è il primo studio sistematico sulla produzione e lo smaltimento dei rifiuti a livello internazionale, realizzato dal Gruppo Veolia – multinazionale specializzata in servizi ambientali – in collaborazione con Philippe Chalmin dell’Università di Parigi-Dauphine.