Gli operatori del settore legno in Italia hanno recuperato nel 2008 1,6 milioni di tonnellate di rifiuti legnosi complessivi, con una contrazione di quantitativi avviati al riciclo pari al 7% rispetto al 2007. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto sul riciclo per settori elaborato da FISE Unire.
La contrazione, alla cui origine c’e’ l’attuale crisi dei consumi, non ha comunque compromesso la percentuale di imballaggi in legno avviati al recupero che, con una quota pari al 56%, resta soddisfacente. Nel complesso, il settore degli imballaggi in legno in Italia nel 2008 ha registrato un giro d’affari di 1,72 miliardi di euro, con 2.228 aziende impiegate e circa 11.000 addetti.
La fotografia più aggiornata del settore è scattata dal Dossier Imballaggi in Legno 2009, prima edizione di una guida annuale realizzata da ConLegno (Consorzio Servizi Legno Sughero), Rilegno (Consorzio nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclo degli imballaggi di legno) e Assoimballaggi. Un dossier che offre un quadro complessivo del comparto degli imballaggi in legno, dalle cassette per l’ortofrutta agli imballaggi industriali, dai pallet ai tappi in sughero.
Molti i punti toccati dal volume, dalle diverse tipologie di legname all’evoluzione delle quotazioni dal 2002 ad oggi (quotazioni che hanno registrato un picco nel 2006 e si sono poi riassestate su valori più equilibrati nel corso del 2008). Per quanto riguarda i settori degli imballaggi, i principali ambiti sono tre: i pallet, gli imballaggi industriali (casse e gabbie, supporti di legno e selle, bobine e piccoli imballaggi per vino o formaggi, tappi in sughero) e gli imballaggi ortrofrutticoli. Rilegno, il consorzio aderente a Conai che ha saputo mettere in piedi un sistema in grado di sfiorare il 56% di imballaggi in legno recuperati rispetto al totale di imballaggi immessi al consumo, ha ampiamente raggiunto e superato gli obiettivi di legge (che richiedevano il 35%).
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