Con 200 imprese che occupano direttamente 2.000 addetti, l’industria italiana del riciclo della plastica è la seconda in Europa dopo la Germania, ma soffre un peggioramento dei livelli di raccolta.
Due sarebbero i motivi di fondo di tale situazione che si aggiunge alla diffusa crisi economica internazionale: la poca selezione effettuata dai Comuni nel consegnare in raccolta differenziata rifiuti plastici e il design e la composizione degli involucri, bottiglie e altro, che non si prestano ottimamente al riciclo.
Questa tendenza ha portato a un peggioramento della qualità della raccolta che sta mettendo a dura prova il riciclo della plastica nel nostro Paese. Dal secondo semestre del 2008, il comparto del riciclo della plastica ha dovuto affrontare una congiuntura negativa in relazione non soltanto alla crisi internazionale generale ma anche alla forte caduta del prezzo delle principali materie plastiche vergini, le cui quotazioni si sono talmente abbassate da rendere poco competitivo il prezzo delle materie prime secondarie.
Nonostante le difficoltà in Italia nel 2008 sono stati prodotti 3,44 milioni di tonnellate di manufatti in materie plastiche di cui 2,2 milioni di tonnellate di imballaggi e 1,2 milioni di tonnellate di prodotti per costruzioni, auto, impianti elettrici, oggettistica, agricoltura e altre destinazioni. Rispetto al totale dei manufatti in plastica prodotti, sono stati avviati a riciclo meccanico 746 mila tonnellate, al normale recupero di prodotti ben 784 mila tonnellate mentre 1,91 milioni di tonnellate sono state destinate al recupero energetico. Dal secondo semestre, il comparto ha dovuto affrontare una congiuntura negativa anche in relazione alla forte caduta del prezzo delle principali materie plastiche vergini.