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La prevenzione come ottimizzazione del riciclo: immessi al consumo il 12% di imballaggi in meno.

Tra il 2007 e il 2008 la quantità di imballaggi immessi al consumo è diminuita del 3,2%: una parte significativa di questo calo, pari al 12%, è dovuta ad iniziative di prevenzione messe in campo dalle aziende produttrici. A dimostrarlo sono i dati raccolti dall’Osservatorio sull’imballaggio eco-sostenibile curato dal Conai in collaborazione con AcNielsen.  

 

Il monitoraggio mostra infatti che da una parte la crisi economica ha generato la maggior parte del calo (88%) della quantità di imballaggi immessi sul mercato,  dall’altra che una quota significativa (12%) del calo è frutto di attività virtuose messe in campo dalle aziende produttrici – come per esempio la riduzione dei pesi e degli spessori degli imballaggi, ma anche la creazione di veri e propri “circuiti a rendere” – che hanno dimostrato così la volontà di implementare concrete scelte di prevenzione. Proprio la diffusione dei “circuiti a rendere” si sta dimostrando uno degli strumenti di prevenzione più promettente in tema di riutilizzo degli imballaggi. Lo confermano i dati elaborati dal Conai. In Italia, tra il 2003 e il 2008 il tasso di crescita degli imballaggi a rendere è stato pari al 9,9 per cento. Si tratta di un incremento particolarmente significativo, soprattutto se si considera che, nello stesso periodo di riferimento, la quantità di imballaggi immessi al consumo è cresciuta del 4,7 per cento.

 

Per favorire questa tendenza virtuosa in tema di prevenzione come ottimizzazione del riciclo, il Conai ha annunciato che il 2010 sarà “Anno della prevenzione per Conai”. Con questa iniziativa il sistema consortile intende sensibilizzare imprese e cittadini circa l’importanza di poter disporre di un imballaggio che sia “la miglior combinazione tra le sue funzioni primarie e l’impatto ambientale”, verificandone i relativi valori lungo l’intero ciclo di vita”.