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Esselunga: vince la sfida del riciclo negli imballaggi alimentari.

Un sistema di imballaggio alimentare che consente di evitare la produzione di circa 500 tonnellate di CO2 all’anno. E’ il risultato della sinergia tra Esselunga e Nespak, grazie alla quale i due nuovi contenitori per frutta e verdura sviluppati dall’azienda di Massa Lombarda per il gigante dei supermercati hanno ottenuto l’Oscar dell’imballaggio 2009 nella sezione speciale Ambiente per il packaging dei prodotti alimentari e pet food.

 

Si tratta di contenitori in polipropilene, utilizzati per confezionare frutta e verdura a libero servizio nei punti vendita Esselunga. Una ricerca avviata dallo storico marchio della grande distribuzione nel tentativo di massimizzare la compatibilità ambientale dei due contenitori, cercando allo stesso tempo di mantenere inalterate le caratteristiche tecniche di resistenza e compattezza dell’imballaggio. Nespak, il produttore incaricato, ha così iniziato uno studio volto a migliorare produzione e ciclo di vita di questi prodotti. Il progetto è in fase avanzata di realizzazione, tanto che Esselunga distribuisce già nei suoi punti vendita uno dei due nuovi contenitori.

 

Due gli obiettivi principali: il primo è quello di ridurre il più possibile la quantità di plastica con la quale vengono prodotti i due differenti modelli, mantenendo invariate tutte le connotazioni tecniche e qualitative. Il secondo, alla luce della nuova normativa europea sul riciclo della plastica uso alimentare (regolamento CE 282/2008), è la possibilità di destinare i contenitori per frutta e verdura restituiti dai clienti (attraverso un sistema virtuoso già attivo nei negozi Esselunga), non più ad un riciclo generico, ma ad uno che dia origine ad una produzione mirata di identici contenitori adibiti allo stesso uso.  

 

Attraverso l’attivazione di un ciclo tecnico di vita del prodotto che si chiude nel modo più naturale ed ecologico possibile e grazie alla sinergia fra il produttore, Nespak, il distributore, Esselunga ed il consumatore, si può quindi ottenere la riduzione complessiva di CO2 emessa nell’ambiente pari a circa 500 tonnellate l’anno.